Politica

Angela non è un angelo. È marketing, bellezza.

La Germania di Angela Merkel ha deciso di “aprire le porte ai rifugiati”. Ne accoglierà 500 mila.
E su tutti i media, improvvisamente, la Germania diventa buona. C’è chi addirittura (più d’uno, arriva a sostenere che con questo gesto i tedeschi “chiudono i conti con il loro passato dopo 70 anni”.

Tutto questo sperticarsi di lodi arriva, guarda un po’, dopo che per anni le politiche economiche e monetarie della cancelliera hanno messo in ginocchio l’Europa del sud, e non si sono preoccupate di togliere cibo e assistenza sanitaria ai bambini della Grecia, di calpestare la democrazia di un Paese e cancellare i diritti (quelli universali umani sanciti dall’Onu) di un popolo.
Scelte e politiche che avevano reso la Germania impopolare e nemica di un continente. Scelte la cui radicalità era riuscita fino a scalfire ciò che sembrava intoccabile: il neoliberismo, il dominio della finanza sulla vita reale delle persone.

Ci voleva un colpo di teatro geniale per tentare di rimediare al disastro di immagine. Ci voleva un salto mortale per mettere la sordina a coloro che – sempre più numerosi – mettevano in discussione il tabù del XXI secolo: il dominio del danaro sul lavoro, sulla vita, sulla produzione, sui diritti.

Ed eccolo servito su un piatto d’argento, il colpo di teatro: facciamo quelli buoni, quelli che accolgono. Facciamo una mossa che ci mostri come quelli che ascoltano il volere di una Europa che sembra svegliarsi e mobilitarsi in difesa delle persone. Anche perché, ma di questo sapranno in pochi, questi uomini, queste donne, questi bambini che adesso facciamo arrivare pagheranno con il loro lavoro le nostre pensioni. E con la loro inesistente capacità negoziale, contribuiranno ad abbassare la capacità negoziale dei lavoratori tedeschi e dunque europei.

Nessuno dirà che 500 mila migranti costino meno di quanto una multinazionale spenda per farsi pubblicità. E tantomeno qualcuno oserà dire che 500 mila migranti non rappresentano e non rappresenteranno un problema reale per un sistema economico che qualcuno aveva osato mettere in discussione e che adesso, con poca spesa verrà messo a tacere.

9 Comments

  1. 9 settembre 2015 at 3:51 pm — Rispondi

    Però non siete mai contenti!

    • 9 settembre 2015 at 7:34 pm — Rispondi

      Siete non so chi siano. Io sono Maso, piacere riconoscerti, Cristian.
      E no, non è vero che non sono mai contento di niente. Solo, sto attendo a quel che accade e cerco di non dare una lettura superficiale delle cose. Sono molto contento per i fortunati 500 mila che arriveranno in Germania, indipendentemente da quale sia il motivo per cui li lascino entrare. Ma non mi accontento delle banalità che ci raccontano i media.

  2. 9 settembre 2015 at 9:02 pm — Rispondi

    Mi sembra che le conseguenze che prefigura siano proprio uno dei motivi per cui molti sono contrari all’accoglienza

    • 9 settembre 2015 at 9:04 pm — Rispondi

      Vero. Ma l’essere contrari all’accoglienza, oltre che vano, è anche sbagliato. Per mille motivi che ho già più volte spiegato…

  3. 9 settembre 2015 at 10:15 pm — Rispondi

    È abbastanza paradossale la situazione dunque…

  4. Domenico
    10 settembre 2015 at 7:56 am — Rispondi

    Studia un po’ di storia moderna, fai in giro in Germania e poi prova rispondere alla domanda: “come mai ci sono così tanti turchi in Germania?”
    Le idee non sono le macine del mulino bianco…

  5. 10 settembre 2015 at 2:09 pm — Rispondi

    Posso intervenire? Non conosco Maso e scopro per la prima volta questo blog, ma sono una profonda conoscitrice della Germania, della sua cultura, lingua e società. Non solo Maso ha ragione, ma c’è di più. La Germania in crisi demografica dal dopoguerra e con il segno negativo persino nel saldo di immigrati/emigrati, doveva risolvere una volta per tutte il problema, tra gli altri, di chi pagherà le pensioni in un paese di vecchi. Ecco perché ha infranto le convenzioni “scegliendosi” i profughi da accogliere. E ha scelto i siriani (che non sono gli unici a scappare dalla guerra); i siriani hanno una buona istruzione, ma soprattutto arrivano con la famiglia, con tanti bambini. Quando tra qualche anno la situazione in Siria si sarà calmata, i tedeschi provvederanno – come già hanno fatto con i numerosissimi profughi della ex Jugoslavia, a espellere chi non ha più diritto all’asilo, trattenendo però in Germania -ovviamente- i bambini. C’è poi un sistema europeo, troppo lungo da spiegare qui, ma tagliato su misura per la Germania, per farle avere fiumi di finanziamenti sotto altre voci (non solo per il programma profughi). Anche in questo caso dunque la Germania non fa nulla per altruismo o generosità, ma solo e soltanto per averne un tornaconto soprattutto economico.

    • 10 settembre 2015 at 6:45 pm — Rispondi

      Ma quindi, se foste voi a decidere, cosa fareste?

      • 10 settembre 2015 at 7:08 pm — Rispondi

        Non mi dare del voi. Io toglierei proprio i confini. E userei la Tirrenia per trasportare la gente, invece di lasciarla in mano agli sciacalli e ai delinquenti. Vieterei di produrre armi e ritirerei le truppe da ovunque. Pagherei le materie prime per quello che valgono invece di rubarle. Solo per fare qualche esempio…

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