mercoledì, Ottobre 20 2021

Quella musica di pianoforte – Per non dimenticare

Difficile dimenticare le parole lasciate, sul libro di dediche a Fabrizio de Andrè, nel negozio di dischi di Gianni Tassio in via del Campo: “Le tue parole ci hanno liberato (e continueranno a farlo…) dalle sbarre che imprigionano la nostra vita” a scriverle, un carabiniere di Trento. Un poliziotto, invece aveva scritto: “ho la divisa, ma vorrei strapparla ed essere tra la folla”. Di questo, di quel G8, è rimasto ben poco. E questo succede quando si sceglia la strada della guerra.

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Daesh: da Bruxelles a Baghdad, o la borsa o la vita

È tempo di fare una scelta radicale tra la borsa e la vita, la nostra vita. Meglio per tutti se si sceglie la vita, anche perché la borsa in questione è davvero spropositatamente grande, e per di più non è la nostra.

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Traffico armamenti: quando i vassalli superano i sovrani

Secondo i dati del Congresso degli Stati Uniti, il valore del traffico di armi degli Stati europei ha superato quello degli Stati Uniti, da sempre considerati leaders del mercato

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Rondolino, Emergency, la guerra: il debunking necessario

Per fare debunking dell’informazione si deve, prima di tutto, fare un debunking della propria testa. Ma la neutralità e l’obiettività in guerra, sono pericolose. Chi è neutrale o obiettivo viene visto come nemico da questa parte del fronte e come amico dall’altra: una posizione decisamente scomoda.

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Scegli da che parte stare, dalla parte di chi spinge.

Ho aderito all’appello per la Marcia delle donne e degli uomini scalzi. E sto cercando, insieme ad altri, di mettere […]

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Essere umani, esseri umani, libertà di movimento

Quello che interessa è creare paura, e creare un mercato del lavoro nel quale non ci sono più regole se non quelle del più forte

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Milano, primo maggio 2015. Un’occasione sprecata

Tutta la mia solidarietà al sindaco Giuliano Pisapia, alla città di Milano, ai cittadini cui un branco di imbecilli e delinquenti ha fatto danni. La sensatezza delle forze dell’ordine, che non hanno mai cercato lo scontro diretto, ha evitato il peggio. Scusate anche il ritardo di questo mio. Ma per non dire cose a caso sono stato dietro al branco di imbecilli fino a poco fa. Mi spiace anche per quelli che portavano idee giuste e sensate in quel corteo. E che sono stati resi anche loro nemici della città nel sentir comune.

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Dove siamo messi? Siamo messi malissimo.

Forse, per non essere del tutto pessimisti, possiamo guardare a quel milione di persone che sono state in piazza San Giovanni sabato scorso. E che hanno portato un po’ di vento nella stagnazione delle intelligenze. Ma abbiamo bisogno “che questo vento si trasformi in uragano. Di speranza”.
Oh, lo dice il Papa, non un pericoloso sovversivo. E fors’anche per questo siamo messi malissimo.

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