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Foto ©Germana Lavagna

Da bambino avrei voluto fare il veterinario a Salina, un lavoro semplice su un’isola tranquilla. E infatti, mentre studiavo per, ho fatto da sguattero tutto-fare in uno studio veterinario di via Sambuco a Milano. Poi la vita mi ha portato altrove, e dal sognare un’isola mi sono ritrovato a far di tutto, in giro per il mondo. Mi sono ritrovato, in ordine sparso, a fare l’elettricista, il corrispondente di guerra in Afghanistan, il fotografo (col piacere di veder scelta una foto per la copertina di una Illustrazione italiana dei bei tempi), l’imbianchino, a scrivere di profumi e belletti, di economia, di cronaca giudiziaria, a fare il copy, a fare il responsabile della comunicazione di importanti Ong e di case editrici, organizzare eventi, gestire e far crescere social network fino a farli arrivare a centinaia di migliaia di follower, di occuparmi di libri, dalla correzione delle bozze fino all’ufficio stampa e promozione, e persino a tenere una rubrica in un programma televisivo di grande successo. Ma anche a viaggiare per il Chiapas con i comandanti zapatisti, o in Afghanistan con altri comandanti, a fare il dirigente di Emergency, a crescere tre figli, a dirigere per dieci anni una redazione di 20 persone, a inventare e organizzare spettacoli, ma anche manifestazioni “politiche”, per decine di migliaia di persone.

Ho imparato a coordinare gruppi di lavoro, a gestire acquisti, e anche ad andare in barca a vela. E ho messo il mio saper navigare a disposizione di Mediterranea-Saving Humans con la quale ho fatto molte missioni e salvato quasi cento naufraghi.

Ho imparato che servono alte doti diplomatiche per tenere insieme una redazione, per esempio, e che invece a volte una crisi diplomatica dall’altra parte dell’oceano si risolve con “l’intelligenza degli elettricisti”, come direbbe Paolo Conte. Ho imparato a gestire gruppi complessi in situazioni complesse, il che diventa molto utile quando si deve collaborare alla liberazione di un ostaggio in Afghanistan, o mandare in stampa un giornale mentre il caporedattore strilla per l’agitazione, o un equipaggio in un mare agitato, o tenere insieme una famiglia, oppure – come di solito succede – portare avanti il tutto contemporaneamente, senza lasciare indietro niente. Nemmeno le lampadine.