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Di Cancellieri, dame di carità, regine e di politica

In questi giorni, è tutto un fiorire di propaganda filoministeriale a favore di Anna Maria Cancellieri, ministro della Giustizia travolta (almeno dovrebbe esserlo) dalla vicenda che l’ha vista prestare una eccezionale attenzione nei confronti della situazione carceraria di Giulia Ligresti, figlia di padre potentissimo, anche se oggi finanziariamente in disgrazia. Tralasciamo il fatto che oltre ad essere potentissimo, Salvatore Ligresti è stato anche datore di lavoro del figlio della ministra stessa.

Sinceramente, il fatto che Anna Maria Cancellieri si difenda sostenendo che lo stesso comportamento ha avuto in altre decine e decine di casi non fa che aggravare la sua posizione.

[tweetable hashtag=”#DimissioniCancellieri”]Un ministro della Repubblica non è una dama di carità che si impietosisce per il singolo caso[/tweetable] di cui viene a conoscenza e si adopera per alleviare sofferenze delle persone. Non è nemmeno un regnante che “concede attenzione” ai suoi sudditi con o senza segnalazioni e richieste di attenzioni o “grazie”.
Un ministro deve fare politica. Il suo preciso dovere è fare, tra le altre cose,  la politica carceraria. Per esempio dovrebbe spingere perché il governo di cui è parte tanto importante faccia politiche di depenalizzazione o di ricerca di misure alternative alle carceri.
Lo deve fare con una urgenza proporzionale alla rilevanza del problema. E il problema della situazione carceraria è devastante al punto che l’Italia potrebbe venir condannata dalla Corte di Strasburgo a pagare una multa di un miliardo di euro. Che peraltro pagheremmo noi cittadini.

Un ministro della Giustizia deve chiedere investimenti, deve far curare i carcerati che ne hanno bisogno, assicurarsi che abbiano occhiali per leggere e denti per masticare, ad esempio.
Ma anche garantire ogni detenuto abbia in cella uno spazio minimo di 4 metri quadrati solo per lui, che il carcere sia sufficientemente illuminato e pulito; e deve assicurare le attività sociali all’interno del carcere, che il detenuto passi un buon numero di ore fuori dalla cella e che venga aiutato nel reinserimento della società.

[tweetable hashtag=”#DimissioniCancellieri”]Lavorare per tutti i detenuti, per migliorare le loro condizioni e/o favorire la loro uscita di galera è il mestiere di un ministro.[/tweetable]
[tweetable hashtag=”#DimissioniCancellieri”]Interessarsi di uno, 10, 200 casi a fronte di circa 70 mila detenuti in condizioni disumane è atteggiamento da principe[/tweetable], da appartenente ad una casta privilegiata. È atteggiamento estremamente contrario ai principi costituzionali e pericoloso per la democrazia.

Qui per chiedere le dimissioni del ministro Cancellieri.

1 Comment

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