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Egregio ministro Cancellieri, adesso basta

Lei, ministro Cancellieri, è un ministro “tecnico” che fa parte di un governo “tecnico” che nel nome dell’Europa sta facendo fare sacrifici giganteschi (qualcuno dice, sta mettendo alla fame) milioni di persone.

Tecnicamente quindi dovrebbe sapere che in quasi tutta Europa le forze dell’ordine devono portare bene in evidenza sulle divise o sui caschi dei caratteri alfanumerici che possano far individuare i singoli agenti.

In numerosi paesi europei, tra cui Francia, Germania e Regno Unito, Svezia, Irlanda, Norvegia, Austria e Grecia, i numeri che cambiano prima di ogni missione, in modo da tutelare la sicurezza degli agenti, ma garantisce l’individuazione delle singole responsabilità ed eventuali abusi da parte di appartenenti alle forze dell’ordine.

Una misura semplice, pochissimo costosa, utilissima per far tornare il rispetto che ogni cittadino dovrebbe avere nei confronti di chi lo dovrebbe tutelare.

Uso il condizionale, Ministro Cancellieri, perché sono convinto che scene come questa

mettano in seria discussione l’onorabilità e il buon nome di chi è preposto a far rispettare a legge e i diritti costituzionali, e quindi prima e più degli altri sarebbe obbligato a rispettarli. Oppure, meglio, consapevolmente convinto a farlo.

In occasione del decimo anniversario del G8 di Genova, Amnesty International, non dei pericolosi sovversivi, chiede alle autorità italiane di:

  • Impegnarsi ad assicurare che violazioni quali quelle accadute a Genova nel 2001 non si verifichino di nuovo e prendere misure concrete per garantire l’accertamento delle responsabilità per tutte le violazioni dei diritti umani commesse dalle forze di polizia;
  • introdurre nel codice penale il reato di tortura e adottare una definizione di tortura che includa tutte le caratteristiche descritte nell’articolo 1 della Convenzione Onu contro la tortura;
  • condurre una revisione approfondita delle disposizioni in vigore nelle operazioni di ordine pubblico, incluse quelle in materia di addestramento e dispiegamento delle forze di polizia impiegate nelle manifestazioni, di uso della forza e delle armi da fuoco e che tenga conto della necessità di introdurre elementi di identificazione individuale degli appartenenti alle forze di polizia nelle operazioni di ordine pubblico.

Le porgo i miei più rispettosi saluti e la invito ad essere più choosy, per citare una sua collega, e di introdurre finalmente questa norma di civiltà e democrazia.

2 Comments

  1. 14 Novembre 2012 at 7:39 pm — Rispondi

    speriamo che cambi qualcosa

  2. […] proprio in relazione alle violenze della polizia del 14 Novembre. Le prese di posizione in rete si moltiplicano ma nessun media nazionale sembra volerne fare una campagna di civiltà. Eppure […]

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