Sinistra

Ho sognato di dover votare alle primarie…

Questa notte ho sognato di essere stato costretto – non importa come, ma sappiate che il ricatto era davvero impossibile da rifiutare – ad andare a votare. E ho, nel sogno, votato Majorino.

Premessa necessaria (non so se sufficiente): non voterò alle primarie.
Non voterò alle primarie perché non voglio rischiare di dovermi trovare nel dilemma tra il rinnegare un patto (chiunque vinca verrà sostenuto dai partecipanti) e il votare un personaggio decisamente nefasto per la città come Giuseppe Sala. Uno che scrive bilanci che più opachi non si può, che fa gli occhi da bambi a Comunione e Liberazione, che davvero rappresenta non il partito della nazione, ma il peggio di esso.

Ma questi sono stati i motivi per cui, nel mio sogno, ho scelto Pierfrancesco.

Perché da sindaco scriverebbe su Palazzo Marino “Milano città antifascista”, e – ne sono certo – a differenza del suo predecessore agirebbe di conseguenza.
Perché propone un reddito minimo garantito. Che si può fare, e che è diventato indispensabile. Perché come ho sempre detto e come dice Oxfam c’è un gigantesco problema di disuguaglianza.
Perché propone una Milano arcobaleno, che garantisca gli stessi diritti a tutte e tutti. E saprebbe far meglio di chi, pur essendo stato salutato da ben due arcobaleni, non ha saputo far più del minimo indispensabile per non perdere la reputazione.
Perché ha già costruito luoghi di accoglienza invece che Centri di identificazione e espulsione. E saprà, con più potere, fare di più.
Perché l’ho visto andare in bici in tempi non sospetti. E per la mobilità a due ruote non puzzanti ha delle gran belle idee.
Perché è il primo a dire che entro il 2030 Milano dovrà essere senza auto, ma già da subito ha in mente che i marciapiedi, anche quelli larghi, sono spazi pubblici e da condividere. E vuoi mettere una città con i tavolini e i banchini al posto delle automobili sui marciapiedi?
Perché ha lanciato l’ambizioso slogan “zero case vuote”. E in questa città c’è davvero troppa gente che la casa, e quindi la vita, il futuro non può che sognarli.
Perché ha in mente, finalmente, di risolvere il problema dell’ultimo miglio della distribuzione delle merci: meno furgoni, più centri di smistamento locali, più biciclette. Se lo fa Amazon, potrà ben farlo Milano, no?
Perché con Renzi c’entra davvero poco.
Perché vuole rimettere i bigliettai sui mezzi pubblici. E non far pagare il biglietto a chi accompagna i figli a scuola e a chi non se lo può permettere.
Perché per costruire sicurezza sa che non si deve solo mostrare i muscoli, ma anche ri-costruire socialità nei quartieri e nelle strade della città, e dare occasioni a chi non ne ha.

Ho un solo dubbio, a proposito di sicurezza: non ha ancora detto che i poliziotti municipali devono tornare a chiamarsi Vigili Urbani, smettere l’etichetta data da una grottesca rappresentazione del bisogno indotto di sicurezza tipico della destra ed essere, di nuovo, quel tramite tra i cittadini, i loro doveri e i loro diritti, e le istituzioni della città.
Ma sono certo che per conquistarsi il mio voto lo farà presto.
“Chi è più forte del vigile urbano? 
Ferma i tram con una mano.
Con un dito, calmo e sereno, 
tiene indietro un autotreno:
cento motori scalpitanti 
li mette a cuccia alzando i guanti.
Sempre in croce in mezzo al baccano:
chi è più paziente del vigile urbano?”

Ma ripeto, non voterò alle primarie.
E vorrei tanto che – se come probabile le primarie le vincesse Sala – ci fosse un candidato in questa città capace di essere attraente per chi non vuole dover scegliere tra il populismo di Grillo, la destra opacità di Sala e il candidato (di bandiera) della destra milanese, che il suo candidato ce l’ha già. Magari un candidato che porti con sé le idee di Pierfrancesco.

1 Comment

  1. 22 gennaio 2016 at 11:19 pm — Rispondi

    Io voto majorino con gioia e rivoluzione. Se vince sala non mi sento obbligato a votarlo
    Mi sembra che il voto sia segreto e che solo i candidati alle primarie si siano impegnati al reciproco sostegno
    Se non voti sostieni sala o, come direbbe mio padre: si tagliò le palle per fare un dispetto alla moglie, akrasia dice john perry.
    Baci e abbracci
    Vincio

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