domenica, Febbraio 5 2023

Sono Maso Notarianni, Presidente di Arci Milano e giornalista, milanese di nascita ma di origini miste, ho 56 anni e tre figli.
Da sempre impegnato su fronte dei diritti sociali e civili, ho lavorato 13 anni in Emergency della quale sono stato membro del direttivo, sono stato vicepresidente di Mediterranea Saving Humans, ho partecipato a molte missioni nel Mediterraneo Centrale con le Ong di soccorso in mare, sono stato in molti Paesi del mondo per raccontare la guerra per giornali italiani e stranieri. Già presidente di Arci Bellezza, sono oggi Presidente di Arci Milano, Lodi, Monza-Brianza e membro della Presidenza Nazionale della stessa organizzazione.

Mi candido come indipendente nella lista del Pd perché voglio sostenere Pierfrancesco Majorino, che conosco da tanti anni e so bene quante cose buone e giuste abbia fatto (non detto, fatto) sui temi che ci stanno a cuore: il primato del pubblico sul privato e del sociale sul profitto, l’accoglienza, l’antirazzismo, l’antifascismo, la solidarietà.
Perché dopo dieci anni di impegno in Arci fatto di gestione di Circoli, di attività di soccorso in mare e poi da Presidente di Arci Milano vorremmo che i nostri valori, le nostre istanze e le nostre idee sulla società – in sintesi: più mutualismo, meno solitudine, più bellezza di vivere prendendosi cura dei beni comuni e cura dell’unə con l’altrə – siano rappresentate direttamente dentro alle istituzioni. E che i nostri interessi – il sostegno e il dovuto rispetto a chi attraverso il lavoro dei Circoli investe risorse, fatica e intelligenza sulla cultura, sulla bellezza dello stare insieme, sulla maggiore utilità di essere un collettivo e non una monade – siano portati direttamente nei luoghi dell’amministrazione e non più delegati ad altrǝ.

Mi candido alle Regionali della Lombardia perché vorremmo che ogni scelta politica venisse dettata dalla Costituzione italiana. Che ci dice che i diritti o sono di tuttǝ o sono privilegi, che l’interesse pubblico e collettivo deve avere sempre il primato sul profitto delle singole persone e delle imprese.
Che si tratti di salute, di scuola, di trasporti o di lavoro, le scelte della politica e delle istituzioni devono rimettere al primo posto gli interessi delle persone e non di chi sulla sofferenza di esse si arricchisce.
Mi candido alla Regione Lombardia perché su nove milioni di abitanti quasi due milioni vivono sotto la soglia di povertà: non riescono a pagare l’affitto, le bollette, le cure mediche, il cibo. Nella seconda regione più ricca d’Europa non si può tollerare che si sopravviva a stento.
La grande ricchezza della Lombardia va redistribuita, e questa è una priorità assoluta perché da questo dipende la possibilità di vivere bene e di essere felici delle persone.
Per tutti questi motivi c’è bisogno dell’impegno di tutte e tutti, oltre gli steccati che per decenni hanno permesso un governo della Regione Lombardia a senso unico. Un governo che ha affrontato la pandemia di COVID facendo gli interessi della sanità privata, di imprenditori e governanti senza scrupoli, mentre con Arci abbiamo mobilitato oltre mille volontarie e volontari che hanno portato cibo, presidi sanitari e assistenza a chi ne aveva bisogno.
Un governo che ha lasciato i suoi cittadini nell’impossibilità di curarsi senza svenarsi ricorrendo al privato.
Un governo che a fronte della emergenza climatica che ogni giorno ci viene ricordata da disastri ambientali ha portato la Lombardia a essere la seconda regione più inquinata d’Europa.
Un governo che va radicalmente cambiato.
Pe questo ci sarà il mio nome, come indipendente, nelle liste del Partito Democratico. È il momento di unire le forze attorno a un progetto credibile e alternativo alla destra e Pierfrancesco Majorino è la persona giusta per autorevolezza, credibilità e per infondere fiducia. Vorremmo che la Regione Lombardia torni a essere un’Istituzione vicina al territorio, capace di dare sollievo a chi non ce la fa e a prendersi cura di tutte e tutti e non solo di alcunǝ.
Per questo ci metto la faccia e per questo lavoro. Lavoriamo tutti.
Ancora una volta insieme.

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