lunedì, Settembre 27 2021

Quella musica di pianoforte – Per non dimenticare

Difficile dimenticare le parole lasciate, sul libro di dediche a Fabrizio de Andrè, nel negozio di dischi di Gianni Tassio in via del Campo: “Le tue parole ci hanno liberato (e continueranno a farlo…) dalle sbarre che imprigionano la nostra vita” a scriverle, un carabiniere di Trento. Un poliziotto, invece aveva scritto: “ho la divisa, ma vorrei strapparla ed essere tra la folla”. Di questo, di quel G8, è rimasto ben poco. E questo succede quando si sceglia la strada della guerra.

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Dove siamo messi? Siamo messi malissimo.

Forse, per non essere del tutto pessimisti, possiamo guardare a quel milione di persone che sono state in piazza San Giovanni sabato scorso. E che hanno portato un po’ di vento nella stagnazione delle intelligenze. Ma abbiamo bisogno “che questo vento si trasformi in uragano. Di speranza”.
Oh, lo dice il Papa, non un pericoloso sovversivo. E fors’anche per questo siamo messi malissimo.

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Non c’è bisogno di fare dietrologia: basta la malafede dei politici che strumentalizzano anche la più estrema sofferenza

Il ferimento dei due carabinieri davanti a Palazzo Chigi “è un fatto tragico” ed è “un grande monito per il […]

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Pierpaolo Pasolini: Il Pci ai Giovani

Mi dispiace. La polemica contro il Pci andava fatta nella prima metà del decennio passato. Siete in ritardo, cari. Non […]

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Egregio ministro Cancellieri, adesso basta

Lei, ministro Cancellieri, è un ministro “tecnico” che fa parte di un governo “tecnico” che nel nome dell’Europa sta facendo […]

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